giovedì 25 ottobre 2007

Una canzone che mi mette una grande inquietudine è sicuramente "Don't Fear The Reaper" dei Blue Öyster Cult(Agents Of Fortune, 1976), il ritmo della canzone è sicuramente di quelli freschi e incalzanti, quasi "frizzante" direi. Ma, soprattutto stando attento al testo, non riesco a evitare di pensare che non sia per nulla una canzone felice. L'opinione comune, quella che il gruppo approva, è che parli di amore eterno, ma non mi convince per nulla. A me sembra quasi un tentativo di autoconvinzione del fatto che la morte darà sollievo alle sofferenze, inoltre il fatto che venga citata la vicenda di Romeo e Giulietta non fa che acuire i miei sospetti, in quanto la morale del dramma di Shakespeare non è di certo che il vero amore dura anche dopo la morte! Il messaggio che traspare sulle relazioni tormentate è decisamente più cupo.
Musicalmente diventa quasi palese a mio parere che l'angoscia del pezzo è fortissima: dopo la seconda ripresa del ritornello la musica infatti pare svanire per poi riprendere con un tono completamente diverso, sfociando in un assolo che pare proprio il ritratto di un momento di disperazione, quasi pazzia, la trasposizione sonora del trapasso violento forse?
E' significativo, in positivo questa volta, che la canzone riprenda il suo ritmo originario, forse a sperare davvero in una soluzione positiva...

All our times have come
Here but now they're gone
Seasons don't fear the reaper
Nor do the wind, the sun or the rain..we can be like they are
Come on baby...don't fear the reaper
Baby take my hand...don't fear the reaper
We'll be able to fly...don't fear the reaper
Baby I'm your man...

Valentine is done
Here but now they're gone
Romeo and Juliet
Are together in eternity...Romeo and Juliet
40,000 men and women everyday...Like Romeo and Juliet
40,000 men and women everyday...Redefine happiness
Another 40,000 coming everyday...We can be like they are
Come on baby...don't fear the reaper
Baby take my hand...don't fear the reaper
We'll be able to fly...don't fear the reaper
Baby I'm your man...

Love of two is one
Here but now they're gone
Came the last night of sadness
And it was clear she couldn't go on
Then the door was open and the wind appeared
The candles blew then disappeared
The curtains flew then he appeared...saying don't be afraid
Come on baby...and she had no fear
And she ran to him...then they started to fly
They looked backward and said goodby...she had become like they are
She had taken his hand...she had become like they are
Come on baby...don't fear the reaper




venerdì 12 ottobre 2007

Ecco i primi passi nella rete del mio nuovo blog, che ho deciso di chiamare "Childhood's End" per via di una canzone del mio gruppo preferito(i Pink Floyd) ispirata dall'omonimo romanzo "sci-fi" di Arthur C. Clarke, che, come il titolo suggerisce, presenta un'umanità privata dell'infanzia perché "ridotta" ad una razza evoluta che effettivamente non ne ha bisogno.
Ho voluto fare questo riassunto poiché vi è un collegamento tra tale utopistica situazione e la situazione in cui mi trovo, giacché mi appresto ad un'età in cui ogni flebile speranza di sognare verrà letteralmente spazzata via, per non tornare mai più, come "l'inutile" infanzia del racconto di Clarke.
E si perché il momento in cui dovrò veramente scegliere cosa fare di questa minuscola vita si avvicina e ci sono ottime probabilità(circa il 99,9%) che io riesca a buttarla giù nella tazza e a tirare lo sciacquone. Non ho l'ottimismo di Tonino Guerra, questo penso si sia capito ma non sono nemmeno un Leopardi, spero... ho semplicemente paura, come tutti credo, di sbagliare in una scelta che il più delle volte è irreversibile.

Non aspettativi un blog monotematico, e nemmeno un resoconto della mia vita, voi che passate di qua; semplicemente scriverò quello che mi va, un'invettiva contro un personaggio pubblico o privato, la recensione mia personalissima di un film o di una canzone, oppure, ma abbastanza raramente, racconterò fatti a me accaduti che meritano di non andare perduti, come lacrime nella pioggia...